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C’è un punto in cui il dolore diventa così intenso da soffocare le parole. È lì che ci troviamo oggi, di fronte a Gaza, spettatori impotenti di un massacro che si consuma sotto i nostri occhi. Il mondo osserva, commenta e poi torna alla propria quotidianità, lasciando che l’ingiustizia prevalga.
Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) ci ha insegnato:
“Chiunque veda un male, lo cambi con la sua mano; se non può, allora con la sua lingua; e se non può nemmeno con la lingua, allora nel suo cuore. E questo è il grado più debole di fede.”
Ogni momento che passa è segnato da tragedie. Bambini strappati alla vita, madri che abbracciano i loro figli ormai privi di vita, padri che scavano disperati tra le macerie, sperando di salvare almeno una vita, di udire almeno un respiro. Questa non è una guerra, non è un conflitto: è un genocidio. E il silenzio che lo circonda lo rende ancora più insopportabile.
Ma Gaza non è sola nella sua sofferenza. L’Afghanistan, tradito e dimenticato, affronta le sue ombre. L’Iraq porta i segni di invasioni che hanno generato solo miseria e divisione. In Siria, Yemen, Libia, India e in ogni angolo del mondo musulmano, si consuma lo stesso dolore, e tutto questo accade sotto gli occhi di chi decide chi merita libertà e chi no. La Palestina è il simbolo universale di questa ingiustizia. Se Gaza muore, muore anche la nostra coscienza.
Nonostante tutto, però, la speranza resiste. Resiste negli occhi di un bambino che trova ancora la forza di sorridere. Resiste nelle preghiere di una madre, nei cuori di chi non si arrende, in ogni supplica silenziosa inviata al Misericordioso.
Il Profeta Muhammad ha detto (pace e benedizioni su di lui) :
“Temete l’invocazione dell’oppresso, perché tra essa e Allah non c’è alcun velo.“
Quante invocazioni si stanno sollevando da Gaza? Quante mani rivolte al cielo invocano giustizia? E noi sappiamo che Allah ascolta. Sappiamo che la Sua giustizia è imminente, anche quando il mondo la nega.
“E non pensare che Allah sia inconsapevole di ciò che fanno gli ingiusti. Egli concede loro una dilazione fino al Giorno in cui gli occhi si spalancheranno dal terrore.”
L’oppressione è grande, ma Allah è più grande. Nessun tiranno regna in eterno. Nessuna ingiustizia resterà impunita. Ogni lacrima sarà pesata e ogni dolore sarà ricompensato.
Chiudere gli occhi non è più un’opzione. Restare neutrali significa essere complici. È il momento di scegliere da che parte stare. È il momento di alzare la voce, di gridare fino a spezzare il muro dell’indifferenza. Il sangue dei bambini di Gaza grida. E noi non possiamo più far finta di non sentire.
Con fede nel cuore, sappiamo che la verità prevarrà.
“O Allah, soccorri gli oppressi di Gaza, sii il loro aiuto e sostegno, rafforza i loro cuori e sii il loro protettore. O Allah, mostraci la Tua potenza contro gli oppressori, Tu che sei il Forte e il Dominatore.”
اللَّهُمَّ انْصُرِ الْمُسْتَضْعَفِينَ فِي غَزَّةَ، وَكُنْ لَهُمْ عَوْنًا وَنَصِيرًا، وَقَوِّ قُلُوبَهُمْ وَكُنْ لَهُمْ وَلِيًّا وَحَفِيظًا. اللَّهُمَّ أَرِنَا قُوَّتَكَ عَلَى الظَّالِمِينَ، أَنْتَ الْقَوِيُّ وَالْقَهَّارُ.
Insha’Allah, la giustizia di Allah prevarrà. Quel giorno, ogni lacrima sarà asciugata, ogni dolore ricompensato e i giusti saranno innalzati. E noi prendiamo e prenderemo posizione, perché chi non prende posizione è complice!!







